Un attimo! Un attimo e arrivo!

C’era una volta un maltese di nome Pippo

 

C’era una volta un maltese di nome Pippo che diceva sempre, ma sempre sempre: “Un attimo…”, qualsiasi cosa gli si chiedesse. Pippo abitava con la mamma, una cagnolina magrissima, e una numerosa famiglia di umani, i signori Linus con i loro quattro figli. Pippo era un cagnolino intelligente, sveglio e furbo come una volpe. Aveva il pelo che gli copriva tutto l’occhio destro e una grande passione per i palloni.
Quando aveva un pallone fra le zampe era felice come un bambino al primo gelato. Non era un gran campione perché era troppo gentile, difficile vederlo azzuffarsi con gli altri cani, fargli sgambetti o buttarli a terra, lui giocava regolare e non rubava la palla a nessuno ma aveva una buona tecnica per essere un cane. La sua mamma lo chiamava continuamente: vieni a mangiare, vieni a farti il bagnetto, corri al parco, porta il giornale, prendi il pallone, lavati le zampe, togliti le zecche, e ogni volta, la sua risposta era sempre e solo: “Un attimo mamma, un attimo mamma”. E quell’attimo diventavano cinque minuti e poi dieci e poi venti. E la mamma perdeva la pazienza e si metteva a urlare per poi metterlo in castigo.
Un giorno di autunno, la mamma andò a svegliare il suo cucciolo, che come al solito ripose: “Un attimo…” e continuò a dormire nella cuccia.